Caso Genovese, parla l'Avvocato Federico Cola

Caso Genovese, parla l'Avvocato Federico Cola

A tre giorni dalla lettura del dispositivo che ha condannato Pietro Genovese a 8 anni di reclusione per la morte delle giovani Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2019, abbiamo rivolto alcune domande all’Avv. Federico Cola, che ha rappresentato l’AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus  in qualità di parte civile nel procedimento per il duplice omicidio stradale.

In seguito alla pronuncia della sentenza, quali sono le principali conclusioni che possiamo trarre?

“Anzitutto esprimo apprezzamento in merito alle tempistiche con cui la Giustizia ha risposto: determinante la scelta del rito – abbreviato – a cui si è accompagnata un’integrazione probatoria illuminante che ha permesso, al giudice in primis, di ricostruire i fatti di quella notte. La condanna ad otto anni di reclusione rappresenta un primo risultato raggiunto sotto l’ambito di applicazione della Legge 41/2016, di cui a distanza di quasi cinque anni dall’entrata in vigore, ne vediamo i concreti effetti. Ora attendiamo il mese di febbraio per leggere le motivazioni della sentenza, ma possiamo dire che il G.U.P. del Tribunale di Roma, Dott. Gaspare Sturzo, ha tenuto conto di diversi fattori: l’esclusione della concorsualità nella causazione del sinistro – e dunque la colpa dell’evento è attribuibile all’imputato – la condotta di guida, alterata dal mancato rispetto dei limiti di velocità e dall’ebrezza dovuta all’assunzione di alcolici, tutto ciò aggravato dalla circostanza di aver cagionato la morte di due persone”.

Quale è stato il ruolo dell’Associazione nel processo?

“La costituzione di parte civile dell’Associazione ha rappresentato un passaggio importante anche ai fini del riconoscimento delle responsabilità occorse. L’Associazione ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale, anzi ancillare e strumentale, per ribadire con forza che la cultura della legalità passa anche attraverso queste azioni. Il giudice ha riconosciuto la costituzione dell’Associazione in quanto portatrice di interessi nazionali collettivi, lesi dal comportamento del Genovese, tanto che ha concesso una somma provvisionale immediatamente esecutiva pari a 4000,00 euro che consentirà all’Associazione di sostenere i progetti di prevenzione, educazione e sensibilizzazione alla sicurezza stradale”.

A tal proposito, qual è l’importanza della costituzione di parte civile anche ai fini di una maggiore operatività delle Associazioni in tema di rieducazione del reo?

“Sicuramente la costituzione di parte civile di un ente esponenziale, in simili processi, può fare la differenza. Questo perché, da un lato, consente alle Associazioni di unirsi idealmente al dolore dei familiari coinvolti e prestare loro la necessaria solidarietà e vicinanza; dall’altro permette, grazie al ristoro economico conseguente alla costituzione di parte civile, di dotare gli enti di un patrimonio da destinare a campagne ed eventi ai fini di ridurre l’incidentalità stradale.


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