Simone Fragolino

α Trieste 2 maggio 1995
ω Bologna 5 dicembre 2018

La travolgente voglia di vivere di “Simo” “… come la corrente del fiume!”

Trieste ha fatto da culla a Simone. È lì che è nato ed ha trascorso i primi otto anni di vita, fin quando, nel 2003, decidiamo di andare a vivere in una cittadina che fosse più a misura d’uomo e la scelta ricade su Cervignano del Friuli. Simone inizia la terza elementare e non ha alcuna difficoltà ad abituarsi alle nuove circostanze, merito del suo carattere gioviale e allegro che gli ha permesso di adattarsi subito al cambiamento. L’inizio è esplosivo, Simone si integra subito non solo a scuola ma anche in tutto quello che la cittadina ha da offrire: pratica prima calcio, poi pallavolo, si unisce agli scout, frequenta il catechismo, il ricreatorio, i centri estivi al mare e in montagna, lo sci. Abbiamo sempre cercato di inserire Simone e Martina, sua sorella, in ogni attività scolastica ed extrascolastica, perché nel cambiamento dovevano crearsi delle radici, cucire dei legami con una realtà nuova.

Nonostante abbiano solo due anni di differenza, fin da piccolo Simone è stato molto protettivo con sua sorella, ha per lei una grande ammirazione, ne stima la tenacia, la determinazione e i suoi successi scolastici e ha in programma di organizzare una “festona” di laurea non appena Martina taglierà il traguardo. Martina è anche la sua consulente sul vestire e spesso prima di uscire, inizia una processione in camera della sorella in cerca di approvazione e consigli sulle scarpe o la camicia da mettere… e poi, che bello era guardarli quando ormai grandi uscivano insieme, raccontavano di essere stati nello stesso posto con gli amici e rientravano insieme.

La sua presenza in casa si avvertiva subito, tale era l’entusiasmo che portava con se’, sempre circondato da amici, impegnato con mille idee e progetti per la testa da condividere anche in famiglia, e le domande al suo rientro: ”Com’è andata la vostra giornata oggi?” “Cosa si mangia?” Un “fiume in piena” in ogni cosa che faceva e che amava raccontare sia a casa che in occasione delle grandi tavolate con i parenti a Salerno in estate e a Natale.
La famiglia ha sempre avuto un posto molto speciale, cercava sempre di ritagliare dei momenti per stare tutti insieme… sono tanti i ricordi e gli abbracci che porteremo con noi.

Simone è sempre stato felice di partecipare alle diverse iniziative organizzate dal Comune e dal ricreatorio ed è tramite la scuola che Simone incontra la sua più grande passione: la Canoa polo. Cervignano è attraversata da un fiume navigabile, l’Ausa, che permette la pratica di questo sport; la proposta viene fatta da quello che poi sarebbe diventato il suo allenatore: un centro estivo promosso dal CUS Udine di una settimana al quale aderiscono numerosi ragazzi. E Simone di certo, con la sua travolgente voglia di nuove esperienze, non poteva farsi sfuggire l’occasione. A 13 anni sale sulla canoa e non l’abbandona più, complici il contatto con l’acqua, elemento che gli appartiene più di ogni altro, e il legame che si crea con il gruppo di ragazzi che iniziano insieme quest’avventura. Le loro frequentazioni vanno oltre lo sport, si incontrano nella loro sede non solo per fare riunioni, ma anche per trascorrere ore libere e fare feste, oppure vanno tutti in bici alle prime feste nei dintorni. Nasce così la squadra della Canoa polo “CUS Udine” di Cervignano che pian piano conquista una serie di riconoscimenti partecipando ai vari tornei nazionali ed internazionali.
La passione di “Fragola”, questo l’affettuoso soprannome datogli dagli amici, è così forte che l’allenatore gli propone di fargli da “secondo” e così a 19 anni eccolo pronto ad una nuova conquista, quella del patentino di allenatore che porta a termine con successo dopo aver frequentato tutta una serie di corsi, dal primo soccorso all’uso del defibrillatore. Inizia così ad allenare due volte a settimana un gruppo di ragazzi di Cervignano, l’Under16, che nel 2015 si aggiudica un bel piazzamento nel Trofeo di Ponterosso di Trieste. In quel momento si rafforza ancora di più il legame con questo sport, e anche quando parte dei membri della sua squadra originaria lasciano per motivi di studio o di lavoro, Simone con altri non molla e insieme si uniscono ad un’altra squadra di Udine e formano così quello che loro chiamano “lo Squadrone”, perché unisce ragazzi dell’Alto e del Basso Friuli. L’acqua, il fiume sono una costante nella sua crescita e nell’esperienza da adolescente, tanto che a soli 13 anni prende la licenza di pesca che lo porterà, nel tempo, con i primi stipendi ad acquistare una barchetta sulla quale rifugiarsi quando vuole restare da solo.
Negli ultimi tempi cercava e apprezzava anche momenti in solitudine: una corsa in bici, un giro in auto o con la sua barca comprata a rate in cerca di un’alba, di un tramonto o del silenzio con la sola compagnia della sua canna da pesca.
Ogni anno a settembre Cervignano organizza un torneo internazionale di Canoa polo di tre giorni con squadre da Monaco, dall’Austria, dall’Ungheria, da Bologna, da Milano, da Roma, da Cagliari, dalle Marche, da Napoli… è la squadra di Simone ad occuparsi di tutto, ad organizzare il volantinaggio per far conoscere l’evento, ripulire il lungo fiume per gli ospiti e soprattutto organizzare il momento conviviale da vivere fino a tarda sera nel chiosco sul fiume con tanto di pastasciutta e frittura di pesce. È il momento che segna il saluto all’estate e l’inizio delle scuole.
Come gli altri, ci tiene che a Cervignano ci sia la squadra di Canoa polo e che abbia questo prestigioso torneo, vive con orgoglio il fatto che, chi passi sul fiume Ausa diretto verso Grado, si imbatta all’improvviso in quest’aria di sport e di festa.
Quello che noi genitori abbiamo visto è sempre stato il “gruppo”, finite le partite si era amici e questa era la sua carta vincente: l’amicizia, nello sport come in ogni momento della sua breve vita.
Tante volte noi genitori abbiamo seguito le sue partite e le sue vittorie, che erano anche le nostre e a volte anche le sconfitte. Sono stati undici intensi anni di Canoa polo che hanno lasciato molti ricordi in questa città, non ultimo l’evento “La Befana sul fiume”, dove i ragazzi accompagnavano la Befana lungo il fiume con le canoe illuminate dalle torce fino all’arrivo dove seguiva poi una grande festa conviviale molto attesa da adulti e bambini.
Ora ci resta la sua canoa, una canoa nuova che aveva dovuto comprare perché era cresciuto molto, ma che ha usato poco per gli incalzanti impegni lavorativi. Da poco aveva firmato un contratto a tempo indeterminato con una concessionaria di automobili. Prima di entrare ufficialmente nel mondo del lavoro, già da studente si dava da fare magari per pagarsi le vacanze o togliersi qualche soddisfazione. E così ha fatto volantinaggio, andava a fare la vendemmia, ha fatto l’aiuto istruttore in un centro estivo a Gorizia e nel centro estivo di Cervignano dove ha proposto questo sport ai bambini per far conoscere la Canoa polo. Ora è lui a trovarsi dall’altra parte e a trasmettere ai più piccoli l’amore per questo sport.
Il suo intento è sempre stato quello di essere autonomo e una volta diplomato invia il proprio curriculum ad una concessionaria di auto dove lo assumono per un periodo di prova di tre mesi, un contratto subito rinnovato per un anno fino al traguardo dell’indeterminato nel maggio 2018. Simone si occupa di curare il sito, svolge qualche mansione di segreteria ed è anche addetto alle vendite. Un traguardo per lui conquistato giorno dopo giorno che gli ha dato la possibilità di credere in se stesso, sentirsi gratificato nel mettere a frutto le sue capacità relazionali e le sue competenze in un settore che a lui piaceva moltissimo e dove aveva una grande voglia di migliorare e di crescere. Poi su richiesta del datore di lavoro, prende parte su Telefriuli ad un programma televisivo, “Effetto Motori Motorsport in FVG” per presentare le auto della concessionaria e incalzato dal giornalista che presenta il format ha modo di parlare del legame tra i giovani e la sicurezza stradale, esaltando i nuovi dispositivi di sicurezza presenti sulle nuove autovetture. Di questo parla tanto anche con noi, ci tiene a farci capire l’importanza di avere macchine solide. Lui stesso compra subito un’auto accessoriata con tanto di telecamere. Ogni tanto torna a casa con qualche auto che deve provare e ci convince a fare un giro con lui…e allora è tutto un decantare le nuove tecnologie.
A Simone è sempre piaciuto guidare e appariva molto sicuro, certo con i suoi vent’anni vogliamo credere che fosse anche prudente. Quando capitava di andare da amici che studiavano o vivevano fuori regione si spostava in treno per non farci preoccupare. Anche quel sabato 1 dicembre del 2018, ha preso il treno per andare a Bologna, ospite a casa di un’amica, forse era più di un’amica, è accolto e benvoluto dalla sua famiglia e quella sera cenano a casa tutti insieme. Per il dopocena erano indecisi, faceva freddo; ma era proprio a Bologna che Simone voleva organizzare la serata dell’ultimo dell’anno trascinando lì i suoi amici di Cervignano, ogni anno sceglievano un posto diverso, quindi voleva vedere questo locale. Alla fine tirano a sorte: si va!
Escono dal locale intorno alle 5. Stanno andando verso le macchine, camminano lungo la strada nello spazio destinato agli stalli per la sosta a pagamento, liberi a quell’ora di notte. Erano in fila per due, quando un ragazzo di 23 anni, distratto, perde il controllo dell’auto dopo appena 12 secondi dall’accensione. È un attimo. Lo specchietto laterale dell’auto aggancia il braccio di Simone che cade e batte la testa.
Il sorriso di Simone non si spegne quella notte. Continua a vivere non solo nel cuore di chi lo ama, ma in tutti coloro che hanno ricevuto i suoi organi.
È stato un dono per 23 anni: un figlio è il più bel dono che un uomo e una donna possano ricevere nella vita, ti rende genitori e incide nei cuori una profonda e dolcissima traccia indelebile che neanche la morte cancellerà mai.
Ed è per questo che noi genitori e la sorella Martina abbiamo dato il consenso alla donazione degli organi, il nostro Simone ora è diventato un “dono” anche per altre famiglie e noi siamo sicuri che da lassù ancora ci sorride e vuole vederci sorridere.

La sua allegria era così contagiosa che un giorno un suo amico lo ha definito “il wi-fi delle comitive”, perché creava connessioni ed è quello che è accaduto con l’estremo atto d’amore di donare i suoi organi. Ora c’è un pezzetto del nostro Simo in diverse parti d’Italia.
La distrazione può capitare a chiunque, anche ad un genitore. Può capitare soprattutto ai giovani che a volte sono spavaldi e convinti di avere sempre tutto sotto controllo, la dinamica di questa tragedia deve spingere tutti all’attenzione alla guida. Per noi non è facile parlarne, è un dolore continuo, ma siamo convinti di dover fare qualcosa, di dover offrire questa testimonianza perché l’incidente stradale è qualcosa che può succedere a tutti. Questo non vuol dire che non abbiamo dentro dolore, rabbia per quel che è successo, ma da questo deve nascere qualcosa di positivo. Perché Simone era gioia pura.
“….CHE IL MIO SORRISO POSSA RALLEGRARE LA VOSTRA GIORNATA!”
Simone, questo è stato uno dei tuoi ultimi messaggi sulla chat della famiglia e allora stai pur certo che i nostri sorrisi saranno delle irradiazioni quotidiane di te.
Ti vogliamo bene Simo.❤
La mamma, il papà e Martina

 

Commenti (2)

  • Che bei ricordi, complimenti per il vostro bravo ragazzo che ha lasciato un bellissimo ricordo e per la vostra bella famiglia, era amico di mio figlio quindi tramite lui sono stata vicina a voi con il cuore perché mi ha raccontato tutto e ha partecipato al vostro lutto che è stato il lutto di tutta una comunità, non si dovrebbe morire così giovani non è facile da accettare per chi resta, per chi ci ha voluto bene. Complimenti per l’iniziativa alla sua memoria, un abbraccio da una mamma che poteva essere la sua mamma

  • Ricordo ancora il sorriso di Simone come se fosse ancora qui con noi! In tanti anni di camposcuola non mi è mai capitato di perdere uno studente, un grande dolore che condivido con tutti quelli che lo hanno conosciuto. Ciao Simone un grande abbraccio a te e alla tua famiglia. Walter Tomelj capocampo del camposcuola di Protezione Civile

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