Messa alla prova


Con la Legge 67/2014 il legislatore ha introdotto l’istituto della messa alla prova, misura alternativa al processo penale con l’intento di riformare il sistema giudiziario e rendere più snelle e veloci, ma non meno efficaci, talune procedure. Colui che sceglie di usufruire dell’istituto della messa alla prova, deve obbligatoriamente svolgere lavori di pubblica utilità a titolo gratuito presso un ente senza scopo di lucro. Dovrà inoltre attenersi ad un programma di trattamento predisposto dall’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia.

L'imputato che concluderà positivamente il percorso, otterrà l’estinzione del reato e la non menzione nel casellario giudiziario, quindi eviterà il processo penale, che, come noto, è lungo e costoso. Per effettuare una donazione/versamento nell’ambito della messa alla prova CLICCA QUI

Benefici per l’imputato

Colui che sceglie di usufruire della messa alla prova e conclude positivamente il percorso, otterrà l’estinzione del reato e la non menzione nel casellario giudiziario, quindi eviterà il processo penale, che, come noto, è lungo e costoso.

Benefici per la collettività

Il Ministero della Giustizia rileva che l’istituto della messa alla prova ha ridotto il tasso di recidiva dei reati di circa l’80%. Questo dato, di fondamentale importanza, è frutto dell’efficacia di tale strumento normativo che si basa sull’interiorizzazione del reato commesso. Del resto, l’art.27 della Costituzione italiana prevede che le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e debbano tendere alla rieducazione del condannato. L’istituto della messa alla prova risponde perfettamente al dettato costituzionale

Chi può richiederla

Possono accedere alla misura gli indagati/imputati per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva inferiore ai 4 anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonché per i delitti indicati al comma 2 dell’art. 550 del c.p.p. Non può essere concessa più di una volta ed è esclusa nei casi in cui l’imputato sia stato dichiarato dal giudice delinquente abituale, professionale o per tendenza, ai sensi degli articoli 102, 103, 104, 105 e 108 c.p.

Come vi si accede

La richiesta può essere proposta al giudice dall’interessato o per delega dal proprio legale di fiducia, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422 del c.p.p. o fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nel giudizio direttissimo e nel procedimento di citazione diretta a giudizio. La messa alla prova può essere richiesta anche in opposizione al decreto penale di condanna.

Cos’è il programma di trattamento

Il programma di trattamento è alla base dell’istituto della messa alla prova e viene elaborato dall’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia. Il programma si articola in:

  • Lavori di pubblica utilità
    L’imputato dovrà obbligatoriamente prestare attività lavorativa in forma gratuita presso un ente senza scopo di lucro per tutto il periodo e le ore stabilite dal giudice, compatibilmente con la propria attività lavorativa o percorso di studi.

  • Condotte riparative
    L’imputato dovrà mettere in atto azioni riparatorie, quali, ad esempio, la partecipazione a corsi formativi/informativi e attinenti al reato commesso (es. per un reato in violazione al codice della strada, l’imputato parteciperà ad un corso sulla sicurezza stradale; per un reato di oltraggio a pubblico ufficiale, l’imputato parteciperà ad un corso sulla legalità).

  • Risarcimento in favore della parte lesa
    Qualora il reato commesso abbia provocato danni a persone e/o a cose, l’imputato è tenuto a risarcire il danno.

  • Risarcimento in favore di un ente senza scopo di lucro (ente esponenziale)
    In presenza di un reato commesso ove vi sia una parte lesa o meno, l’imputato è tenuto ad effettuare un versamento ad un ente senza scopo di lucro, per risarcire la collettività lesa dalla sua condotta (es. una persona che commette un reato in violazione al codice della strada, verserà una somma di denaro ad un fondo vittime della strada e/o associazione di vittime della strada; per un reato di oltraggio a pubblico ufficiale, verserà una somma di denaro ad una associazione di categoria – ANC Associazione Nazionale Carabinieri, ANPS Associazione Nazionale Polizia di Stato etc).

  • Mediazione penale
    L’imputato, ove possibile, dovrà rendersi disponibile a percorsi di mediazione con la parte offesa. Laddove non vi sia una vittima specifica, l’imputato potrà partecipare ad uno o più incontri di mediazione con associazioni di interesse sociale e della collettività.
Convenzioni tribunali

Per l’assegnazione delle ore di pubblica utilità rispetto al reato commesso, alcuni tribunali hanno elaborato protocolli interni, linee guida o vademecum per la messa alla prova d’intesa con l’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia, l’Ordine degli Avvocati, le Camere Penali e le Corti di Appello.

Attualmente i tribunali che hanno un proprio protocollo/linee guida sono:

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Testimonianze

2019

A.G. di anni 42 - Agente di commercio

“La mia messa alla prova presupponeva la diffusione delle campagne #chiguidanonbeve e #chiguidanonchatta. Ho avuto la possibilità grazie al progetto che mi è stato assegnato di entrare in contatto con persone molto più giovani di me che in modo consapevole ed a volte inaspettato conoscono le problematiche legate all'utilizzo dell'alcool associato alla guida e che spesso si organizzano all'interno delle loro serate per la mobilità in gruppi con un autista che non farà uso di alcool e quant'altro.

Sono certo che un'Associazione come la Vostra con le sue idee, i suoi servizi e la sua capillarità sul territorio (grazie anche ad iniziative come la presente) possa contribuire davvero a formare una Società più civile e rispettosa delle regole. Spero di aver contribuito seppur in minima parte alla realizzazione di questo progetto e ringrazio tutti Voi per avermi dato la possibilità di fare parte del Vostro Gruppo; ringrazio altresì per la disponibilità e la cordialità sempre dimostrate nei miei confronti”. 

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Dicembre 2019 a Febbraio 2020.


M.M. di anni 27 - Elettricista

“Ho svolto lavoro di pubblica utilità per conto della Vostra associazione per un periodo di sei mesi. Ho consegnato volantini per sensibilizzare la campagna #chiguidanonbeve nelle zone centrali della mia città. Ho incontrato molte persone che penso di esser riuscito a far riflettere sull'importanza dell'argomento da me trattato. All'inizio non è stato facile riuscire ad attirare l'attenzione dei passanti anche solo per la consegna del volantino. Con il passare delle sere ho acquisito maggior sicurezza e sono riuscito a dialogare con i passanti e a far capire loro l'estrema l'importanza della guida in sicurezza. Il mio consiglio è quello di far svolgere questa tipologia di attività in coppia/gruppo per poter riuscire a coinvolgere un maggior numero di persone nello stesso momento. Posso ritenermi soddisfatto del lavoro da me svolto”. 

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Luglio 2019 a Giugno 2020.


M.R. di anni 33 - Segretaria

“Questa esperienza mi ha lasciato un segno, nonostante io non abbia partecipato fisicamente sul campo alle iniziative promosse dall’Associazione. Ho imparato però che ci si può sentire parte attiva anche da casa. Nel mio piccolo ho contribuito con l’implementazione di alcuni database. È stato bello sapere che esistono così tante figure professionali nelle varie regioni italiane alle quali promuovere e propagandare l’attività che svolge l’AFVS. Devo riconoscere l’estrema collaborazione da parte della dott.ssa Silvia Frisina, Responsabile nazionale dei Progetti destinati alla Messa alla prova, nonché della mia assistente sociale dott.ssa Teresa Perrone, che svolgono il loro lavoro con costanza e dedizione, e grazie alle quali ho potuto capire che dai propri sbagli si può rimediare in qualsiasi modo, basta la volontà”.  

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Novembre 2019 a Marzo 2020.


S.R. di anni 47 - Commerciante

Dopo un'esperienza non proprio felicissima con un'altra associazione motivo per il quale ho chiesto un cambio, incomincio a svolgere una vera e propria campagna sulla sicurezza stradale presso l'Associazione familiari e vittime della strada; i referenti mi spiegano precisamente e dettagliatamente di cosa mi dovrò occupare! Ovverosia informare, tutelare e sensibilizzare sulla sicurezza stradale dal punto di vista della guida in stato di ebbrezza (il pericolo, le sanzioni e i tragici trascorsi per chi ha preso sotto gamba l'argomento) distribuendo volantini, alcooltest e perché no, lasciare dei chiari messaggi nelle porte dei bagni o in certi luoghi sull'ingresso, mediante dei pannelli in forex adesivi con scritti messaggi dissuasivi come "Chi guida non beve" e "Chi guida non chatta". Si dovrebbe dare molto più peso a coloro che ti fanno domande, ti parlano delle loro esperienze anche se negative (ho avuto occasione di trovarmi dei giovani che ebbero il mio stesso problema), ma la cosa che più mi ha confortato è stato vedere dei genitori che prendendo in mano il volantino, si raccomandavano ai loro figli/e neopatentati che la cosa non andava assolutamente PRESA SOTTO GAMBA! Nella fase successiva venivo fornito anche di alcoltest e li siamo entrati molto di più sul personale, creando un rapporto di simmetria coi gestori dei locali e con la clientela stessa, affrontando l'argomento con interesse. Sono stati 8 mesi di esperienza molto educativa, allietata l'ultimo mese dalla collaborazione di una fanciulla graziosissima che adesso dovrebbe prendere il mio posto! Ribadisco di essere anche disponibile in via sporadica rendendomi utile all'associazione e ai suoi progetti! Un abbraccio fortissimo”. 

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Giugno 2019 a Febbraio 2020.


E.F. di anni 28 - Studentessa

Ho svolto i lavori di pubblica utilità, presso la sede di Latina dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus per circa 6 mesi. Avrei dovuto terminare i primi di aprile, ma l’attività è stata interrotta dalle circostanze del momento (causa Covid19).

Mi sono trovata in un ambiente accogliente e familiare dove le persone con cui sono stata a contatto mi hanno sempre trattata con gentilezza, rispetto e disponibilità ma soprattutto mi hanno insegnato tante cose nuove, dall’utilizzo di specifiche macchine da ufficio (rilegatrice ad esempio) all’apprendimento di alcune nozioni di cui non ero a conoscenza che oltre essere un ottimo strumento per aiutare gli altri hanno aiutato anche me, sia a rendermi conto meglio del reato da me commesso ma allo stesso tempo mi hanno aiutato ad impegnarmi in questo progetto con sincerità poiché ho compreso che non per tutte le persone la fortuna è stata clemente come nel mio caso.

In conclusione questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio culturale del quale farò tesoro per ora e per le mie esperienze future ma, soprattutto mi è servita a comprendere meglio le conseguenze di quello che mi è successo grazie proprio al contesto in cui sono stata inserita, appunto un’associazione dove ogni giorno arrivano richieste d’aiuto da parte di vittime della strada.   

Ciò mi ha anche fatto riflettere sui rischi che ho corso nell’infrangere le regole e ho così imparato ad agire e ad essere più prudente nel rispetto degli altri e delle regole stesse. Colgo l’occasione di ringraziare e salutare tutti i membri della sede di Latina che in questo periodo mi hanno accompagnata calorosamente.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Ottobre 2019 a Marzo 2020.


S.C. anni 39 - Operaio

Innanzi tutto volevo ringraziare l’Associazione per avermi dato la possibilità di svolgere questo periodo di messa alla prova. È stata un’esperienza molto positiva, che mi ha permesso di capire attraverso le attività svolte, partecipando alla campagna #chiguidanonbeve, l’entità e la gravità dell'errore commesso. Prima di intraprendere questo percorso ero turbato, nervoso. È bastato poco per capire quanto certi comportamenti possano recare danno soprattutto ad altri oltre che a se stessi. Ho avuto la fortuna di conoscere persone che ci mettono passione, cuore in quello che fanno. Mi hanno fatto capire quanto sia importante educare e sensibilizzare le persone. Arrivato alla fine di questo periodo posso dire che non è stato solo un modo per rimediare al mio errore ma tutto questo mi è servito a diventare più sensibile verso un argomento che prima pensavo mi toccasse in modo relativo. Grazie per avermi dato fiducia.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Dicembre 2019 a Marzo 2020.


M.C. anni 32 - Portinaio

Ho iniziato questa esperienza di volantinaggio per sensibilizzare i giovani sull’abuso dell’alcool in giro per le vie di Milano con la consapevolezza di chi ha sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire esagerare.

Il contatto con i giovani mi ha dato la possibilità di interagire con loro mettendoli in guardia dai pericoli dell’abuso di alcool e sui rischi per la salute di noi stessi e per l'incolumità di tanti ignari cittadini che subiscono inconsapevolmente l’incoscienza di chi si mette alla guida totalmente alterato da bevande alcoliche.  Queste esperienze segnano nel profondo e aiutano a maturare la consapevolezza che bere e mettersi alla guida non è un gioco e che la propria vita e quella altrui sono doni preziosi. Ritengo di aver svolto un servizio utile alla comunità perché non ho solo distribuito volantini informativi ma ho stretto mani, incrociato sguardi e soprattutto condiviso l’esperienza di chi stava per commettere un gesto che avrebbe segnato la vita di tante altre persone. Mi sento arricchito e sicuramente cambiato, più forte e più maturo e sento di poter affrontare ora la mia vita con maggior senso di responsabilità.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Dicembre 2019 a Marzo 2020.


G.B. anni 23 - Studentessa

L’esperienza di messa alla prova presso Associazione Familiari e Vittime della Strada è stata non solo altamente formativa ma anche estremamente arricchente. Ho avuto modo di comprendere come quella che può essere vissuta come una leggerezza in realtà può impattare la nostra vita e quella degli altri. Ho apprezzato particolarmente la possibilità di interfacciarmi con altre persone, aiutando altri a comprendere la gravità di mettersi alla guida in stato di ebrezza. Mi sono resa conto che raccontando la mia storia le persone erano in grado di comprendere le implicazioni giuridiche ma soprattutto quelle umane. Ad arricchire la mia esperienza sicuramente è stata anche l’opportunità di diffondere la causa collaborando con una associazione enologica studentesca di cui ho fatto parte per tre anni. Durante la degustazione di Natale, infatti, ho avuto la possibilità di presentare #chiguidanonbeve a 100 studenti dell’Università Bocconi. Al termine dell’evento ho distribuito alcool test e volantini come nel resto della mia attività ma ho avuto anche la possibilità di sensibilizzare studenti stranieri, che non conoscevano la legge italiana e utilizzano regolarmente servizi di car-sharing. 

Anche il lavoro fuori dai locali è stato molto interessante anche se all’inizio ho dovuto contare sull’aiuto di fidanzato e amiche per superare l’iniziale imbarazzo nell’interfacciarmi con sconosciuti. Nonostante la mia paura di rifiuto, le persone sono risultate essere interessanti e alcune conversazioni duravano anche un’ora. Molte persone hanno condiviso con me la loro esperienza con l’alcool e la guida, raccontandomi anche storie di loro parenti vittime della strada.

Ho vissuto questa esperienza come una opportunità di crescita e mai come un obbligo, soprattutto grazie alle bellissime persone che gestiscono la Onlus, che mi hanno insegnato molto con la loro dedizione verso un progetto di vitale importanza. Spero vivamente di aver aiutato in qualche modo queste stupende persone perché sicuramente loro hanno aiutato me.

Consiglierei questa esperienza e questa Onlus in particolare a tutti coloro che dovessero fare lavori socialmente utili o semplicemente volontariato, perché oltre a rendersi veramente utili si impara molto su se stessi.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Ottobre 2019 a Febbraio 2020.


E.M. anni 26 - Responsabile operativo sicurezza

Da Aprile 2019 ho svolto la messa alla prova presso l’Associazione Familiari e Vittime della Strada, fornendo il servizio di volantinaggio ed informazione sulle conseguenze dell’uso di sostanze durante la guida. È stata un’enorme opportunità per mettermi alla prova e ho avuto la possibilità di confrontarmi con realtà è persone simili o diverse a me, in modo da poter raccontare la mia esperienza ed evitare per quanto possibile che altre persone facessero lo stesso errore. I primi mesi ho avuto modo di conoscere i proprietari dei locali della zona Lambrate ed Ortica, così oltre a poter dare volantini fuori dai locali, ho potuto anche lasciati dentro ai locali e talvolta sui tavoli o ai clienti. Sono parzialmente riuscito a farlo anche nella zona Navigli per il periodo in cui ho prestato servizio lì. Dipendentemente dal periodo era più o meno facile trovare persone interessate al volantino e ad essere informati a riguardo, ma nonostante ciò vi era un interesse abbastanza elevato, chi per scherzo, chi per vero e proprio interesse, si fermavano a parlare e a chiedere o per quale motivo fossi lì a dare i volantini, oppure informazioni direttamente legate al volantino stesso. A volte non era l’interesse a mancare, ma proprio le persone, come nel Mese di Agosto. Il ritorno all’università ha portato una ventata di nuove facce, dal momento in cui cercavo di frequentare le zone universitarie, o dove sapevo che ci sarebbero stati giovani o meno che avrebbero potuto bere e guidare, insieme a ciò mi sono stati dati degli alcool test che hanno reso la fase di attaccar bottone molto più facile. Il volantino del cinque per mille era purtroppo quello che veniva preso in considerazione meno per quanto mi riguarda, mentre quello informativo sulle nuove leggi e le conseguenze della guida in stato di ebrezza è quello che ha riscontrato più successo, succedeva che me ne chiedessero di più per darli ai loro amici. L’alcol test era una calamita soprattutto a tarda ora, quando le persone volevano vedere se potevano mettersi alla guida. Ovviamente il volantino veniva consegnato insieme all’alcol test rendendo il tutto così più efficace. Ho incontrato persone che mi hanno raccontato esperienze simili alla mia dove anche loro hanno capito di aver sbagliato e che hanno di conseguenza preso a cuore ciò che stavo facendo. Spero che possa aver avuto conseguenze positive anche per l’associazione. I mesi autunnali ed invernali sono passati più velocemente di quanto mi aspettassi e di conseguenza anche il servizio presso l’associazione. Non c’è stato un mese senza persone in giro per la città, anzi più ci si avvicinava a Natale e più le persone popolavano le strade. Questo ha fatto si che l’interazione fosse maggiore e magari ha fatto passare più velocemente il tempo durante il servizio. I proprietari dei locali ormai mi conoscevano, a volte anche i clienti abituali si ricordavano del volantino. Posso quindi dire che, pur sentendomi ancora in colpa per il mio errore, sono contento di aver potuto nel mio piccolo dare indietro alla comunità dedicando il mio tempo a questa attività, perché parte da un principio giusto in cui credo fortemente e sono fiero di aver potuto raccontarlo a persone che magari potevano fare il medesimo sbaglio. Mi ha insegnato a dedicare il mio tempo a cause giuste e non a gesti sbagliati, mi ha insegnato che le conseguenze dei propri sbagli si pagano e che prevenire è meglio che curare. Tuttavia ho svolto con enorme piacere questo servizio e lo rifarei senza dubbio, questa volta però senza un incidente alle spalle.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Aprile 2019 a Dicembre 2019.


P.M. anni 48 - Psicologa

Il mio lavoro di pubblica utilità si è svolto presso " l'Associazione Familiari e Vittime della Strada” per quattro ore settimanali di giovedì e per tre mesi come stabilito dal giudice. Nel fare il mio giro di volantinaggio ho sempre cercato di essere creativa e non fermarmi davanti ai "no" dei portieri o alle buche delle lettere piene di posta ma ci tenevo a mettere i volantini in modo tale che la maggior parte delle persone potessero vederli e senza sprecarne. Ho anche chiesto di affiggere il volantino con le campagne di sensibilizzazione all’interno di esercizi pubblici come le farmacie, i bar, ristoranti, tabaccherie, supermercati e tanti altri, magari vicino alla porta o sul vetro per fare prevenzione ed informare la popolazione delle nuove leggi vigenti in merito all'abuso di alcool e uso del telefonino mentre si guida. Quasi tutti mi hanno dato il permesso con piacere perché "è per una buona causa!". Ho incontrato anche tante persone a cui dare il volantino a brevi mano come i condomini, ospiti, clienti, operai o altre persone che entrano ed escono dalle loro abitazioni. Ognuno ha una storia da raccontare: c'è chi ha paura degli altri perché distratti al volante dal telefonino, c’è chi ha perso una persona cara in un incidente per causa dell'alcool e c'è chi ha qualche cosa da dire in proposito all'argomento "guida in stato di ebrezza". Mi è stato detto tante volte che oramai le strade non solo il sabato sera ma anche il venerdì sera sono diventate pericolose dato che la gente tende ad ubriacarsi per buttarsi alle spalle la settimana lavorativa. Altri mi dicono che gente a cui già è stata tolta la patente per l'art.186 o 187 del Codice della Strada comunque si rimette alla guida della macchina anche se non in possesso della propria patente di guida. Altri si lamentano del fatto che a tante persone anziane, che oramai dovrebbero rinunciare a portare la macchina per i loro riflessi troppo lenti o perché magari non più in grado di tirare un freno a mano, venga rinnovata la patente. Poi c'è chi mi fermava per strada attratto dalla pettorina fornitami dall'Associazione e mi ringrazia per il lavoro che svolgo specialmente per i nostri giovani. Una volta ho portato con me pure mio figlio di 12 anni. È stato anche quello un modo di sensibilizzare un ragazzo che fra qualche anno si dovrà rapportare al codice della strada ed alle conseguenze in caso di mancato rispetto di tali norme.

Questa esperienza mi ha fatto capire di non sottovalutare mai lo stato in cui ci si mette al volante ed il comportamento che si assume mentre si guida. Distribuire volantini durante tutta l'estate sotto il sole cocente in una Roma con 37° non è stato facile. Ma soprattutto rinunciare alle vacanze assieme a mio figlio. Allo stesso tempo però è giusto che il mio comportamento venga punito. Per riparare al mio errore mi è stata data la possibilità di essere "messa alla prova”. Sono cose che ti fanno riflettere e capire che quando ci si mette in macchina bisogna prestare sempre la massima attenzione perché si rischia di essere un pericolo per gli altri e anche per se stessi. Ringrazio l'Associazione per aver dato a me e a tanti altri la possibilità di un'azione riparatoria per il reato commesso. In futuro mi renderò portavoce dei racconti condivisi con chi ho incontrato durante il mio percorso e continuerò a sensibilizzare le persone al fine di una guida sicura.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Luglio 2019 a Settembre 2019.


V.M. anni 31 - Impiegato

Appena diplomato, avevo già fatto volantinaggio ma questa volta è stato diverso, sia per l’importante messaggio sociale delle campagne che stavo veicolando, sia perché durante questo periodo ho avuto modo di confrontarmi con le persone che  ricevendo il volantino, hanno mostrato interesse per l’argomento e a cui ho avuto modo di raccontare la mia esperienza. Ho scelto di effettuare il servizio di pubblica utilità per questa associazione perché volevo rapportarmi in prima persona con il problema, in quanto credo che la sensibilizzazione su questo argomento, purtroppo così attuale di questi tempi,  possa avere un duplice effetto sia per chi la fa e chi la riceve. Ringrazio le persone che mi hanno supportato e resto a disposizione per ogni altra evenienza”.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Giugno 2019 a Dicembre 2019.


M.P. anni 34

“Ho scelto di impegnare le 14 ore di LPU assegnatemi dal giudice con attività per l’Associazione Familiari e Vittime della Strada. Il mandato del giudice raccomandava specificatamente che gli LPU venissero svolti in attività attenenti la sicurezza stradale, quindi la scelta è caduta naturalmente sull’Associazione. Devo essere sincera, prima che mi venisse prospettata questa attività conoscevo a malapena l’associazione e non avevo la minima idea di quello che fosse effettivamente il suo impegno sociale. Dopo un primo incontro con i responsabili, in cui ho avuto modo di conoscere meglio l’attività dell’Associazione e quelle che sono le campagne attive, abbiamo convenuto che il modo migliore per svolgere gli LPU tenendo in considerazione i miei impegni lavorativi sarebbe stato quello di fare volantinaggio porta a porta per la campagna #chiguidanonbeve. 7 giorni per 2 ore al giorno (14 ore). Scelta la zona da coprire, il popoloso quartiere appio-tuscolano di Roma, e ricevuti i materiali di distribuzione ho iniziato il mio primo giorno da “volontaria” non sapendo bene cosa aspettarmi. Pettorina gialla e volantini alla mano ho suonato il primo citofono. I primi tentativi non sono andati proprio benissimo… molti scambiavano il mio volantinaggio per pubblicità e mi dicevano di non essere interessati. Dopo qualche risposta frustrante ho trovato in una portiera la prima persona che ha mostrato interesse in quello che avevo da dire. La signora, portiera di una palazzina, ha ascoltato con attenzione la mia spiegazione sulla campagna e mostrato solidarietà con il messaggio che portavo, invitandomi a lasciarle qualche volantino che ci avrebbe pensato lei a fare in modo che gli abitanti del palazzo prendessero a cuore il messaggio che portavo. La chiacchierata con la portiera è stata la prima di una lunga serie. Durante le ore di attività ci sono stati sicuramente molti momenti di frustrazione – persone che attaccavano il citofono in faccia senza farmi neanche finire la prima frase – ma a confronto con i tanti scambi edificanti i primi a malapena li ricordo. Come quella volta che ho incontrato due signori che mi hanno raccontato la storia di un loro amico venuto a mancare per un incidente stradale e per una mezz’oretta mi hanno seguito nei miei giri aiutandomi a distribuire volantini. O la famiglia con due bambini piccoli che ho incontrato uscendo da un portone, dopo la mia spiegazione la mamma si prese un mio volantino e lo mise in bella vista in macchina del marito. Parte delle mie responsabilità era anche quella di trovare due esercizi commerciali che potessero ospitare i box solidali dell’associazione. La ricerca di questi esercizi è stata particolarmente interessante. Ho da subito individuato due bar con orario prolungato e molto frequentati come target ideale e mi sono presentata. L’accoglienza che ho ricevuto in entrambi i posti è stata eccezionale. Entrambi i responsabili dei bar hanno mostrato interesse e solidarietà per la causa, hanno inserito da subito un piccolo contributo per inaugurare il box e l’hanno posizionato in bella vista vicino al registratore di cassa. Arrivata alla fine di questo periodo di LPU mi porto a casa un’esperienza molto gratificante, le lunghe passeggiate per le strade di Roma sono state accompagnate da tanti incontri, racconti di esperienze vissute e molta solidarietà. Il tema della sicurezza stradale, soprattutto in una città come Roma, è di primaria importanza. Ci tocca tutti. Compatibilmente con le necessità dell’associazione, vorrei continuare a farmi portatrice del suo messaggio e mi piacerebbe soprattutto fare attività di awareness verso i ragazzi più giovani. Durante la mia attività infatti ho notato che il mio messaggio risonava molto di più tra gli adulti e le persone anziane che tra i ragazzi più giovani – che a mala pena mi ascoltavano. La strada, appunto, è lunga per inculcare davvero nella testa delle persone i pericoli che si corrono sulle strade soprattutto quando si ha in corpo sostanze che alterano la percezione come alcool e droghe, ma non per questo possiamo gettare la spugna. Nel mio piccolo, da anni (dopo il mio piccolo incidente con la giustizia) non perdo occasione per ricordare ad amici e conoscenti, soprattutto durante cene e feste, di quali sono i rischi che corrono a mettersi alla guida e sono orgogliosa di riportare che in più di qualche occasione sono riuscita a far mettere giù il bicchiere a qualcuno o chiamare un taxi per rientrare a casa.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da 18 Ottobre 2019 a 17 Novembre 2019.


V.O. di anni 40

“Ho avuto la fortuna di essere stata accettata per svolgere i miei lavori di pubblica utilità presso la AFVS (Associazione Familiari Vittime della Strada). La mia prova consisteva nell'espletare un servizio di 188 ore nel tempo di 3 mesi e 4 giorni. All' inizio dell' esperienza ero un po’ spaventata, ma come succede per le cose nuove e sconosciute, studiando e organizzandomi mi sono tranquillizzata dando tutta me stessa serenamente e seriamente come se fosse un lavoro retribuito, trasmettendo alle persone con le quali colloquiavo l’importanza del messaggio informativo. Facendo in questo modo mi sono presa diverse soddisfazioni personali, ciò di cui avevo bisogno per far crescere la mia autostima, stare bene facendo del bene. Mi sentivo responsabile di ogni volantino che lasciavo alle persone, di quello che gli spiegavo cercando sempre di mettercela tutta per essere più chiara possibile.

La frenesia della vita e della società ci porta a correre e non ascoltare il prossimo e pensare

spesso che noi siamo nel giusto e gli altri sbagliati e superficiali, mentre al contrario, questa esperienza mi ha permesso di incontrare giorno per giorno persone documentate, attente, sensibili, umili e vogliose di ascoltare e conoscere. La maggior parte mi diceva che l’educazione civica e stradale si dovrebbe iniziare seriamente dai primi anni di scuola e tanti i commenti e i racconti delle loro esperienze. Mi è capitato di parlare con una signora di 86 anni che portava a passeggio il suo cagnolino ricoperto di bende: mi ha raccontato che giorni prima un automobilista, distratto dal cellulare, aveva investito il "suo bambino" e nemmeno si era fermato. Era contenta di parlare con me anche se aveva gli occhi pieni di lacrime e mi ha chiesto dei volantini da distribuire porta a porta sulla scala del suo palazzo. I primi giorni di Dicembre ho avuto l’onore di lavorare nell' ufficio AFVS di Latina. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dell'accoglienza dei volontari, che non finirò mai di ringraziare con tutto il cuore. Mi hanno fatta sentire a casa, una normale, una di loro, senza discriminazioni e superficialità come succede spesso nei laboratori e ASL quando vai a rinnovare la patente di guida. Tanto di questo mi ha profondamente gratificata. 

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Novembre 2019 a Febbraio 2020.

2018

F.C. Anni 31

“Questa esperienza mi ha fatto capire che non ripeterò questo errore mai più, ho fatto sacrifici in questi mesi, ho fatto volantinaggio e ho distribuito alcoltest sotto vento, pioggia freddo. Perché ho capito di meritare la “punizione” Ho aiutato gente che ne aveva bisogno (un coppia di ragazzi giovani che erano in panne con l'automobile). Ho spiegato il motivo del mio volantinaggio alle persone interessate. Ho creduto nella mia messa alla prova da subito scegliendo questa forma di espiazione delle mie colpe e ho appoggiato subito l'associazione nella campagna #chiguidanonbeve. Grazie a questa associazione e all'appoggio della mia fidanzata ho portato a termine questa prova di redenzione . È stata una esperienza molto stimolante, che mi ha riempito di sensazioni diverse, all'inizio ero nervoso, intimorito e mi imbarazzavo poi col tempo sono diventato più sicuro e aperto all'attività. È stata una attività che magari nel tempo libero continuerò a fare. Perché è bene che le persone capiscano che certi errori non vanno commessi, per noi e per gli altri. Ringrazio l'associazione per la fiducia conferitami da subito”.

Svolgimento lavori di pubblica utilità da Settembre 2018 a Ottobre 2018.

Video

FAQ

Che vuol dire l’estinzione del reato nell’ambito della messa alla prova?

L’estinzione del reato è una categoria giuridica che presuppone il venir meno del potere punitivo del Giudice, in ordine ad un determinato reato commesso. Esistono diverse cause di estinzione, tra cui quella relativa all’esito positivo della messa alla prova. Laddove, infatti, l’imputato trascorra in maniera irreprensibile detto periodo, con comportamenti corretti e prodigandosi in azioni riparatorie, il buon esito del periodo di sospensione della messa alla prova consentirà al Giudice di estinguere il reato. In altre parole, nell’ambito della messa alla prova, è come se il reato non fosse mai stato commesso.

Che cos’è il casellario giudiziale e che vuol dire “ non menzione nel certificato del casellario giudiziale”?

Il casellario giudiziale è un archivio informatico gestito dal Ministero della Giustizia. E’ possibile richiederlo presso ogni Procura della Repubblica. Tramite il casellario giudiziale è possibile risalire ai rapporti di una determinata persona con la Giustizia. Qui sono riportate tutte le condanne definitive emesse a carico di un soggetto, sia in ambito civile che penale. Non menzione significa, pertanto, che quel determinato provvedimento del giudice non viene “menzionato” ovvero non viene riportato all’interno del certificato. (Ad es., nel caso di sospensione del procedimento con messa alla prova, il Giudice dopo aver accertato l’esito positivo del percorso, dichiarerà estinto il reato e non farà menzione della sua sentenza sul certificato del casellario giudiziale. Pertanto quel provvedimento non risulterà agli occhi del datore di lavoro, che ti chiederà tale certificato per assumerti o non risulterà in sede d’esame nel caso ci si candidi per un concorso pubblico.)

Quali sono i “delitti indicati al comma 2 dell’art. 550 del c.p.p.”?

a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 del codice penale;
b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 337 del codice penale;
c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'articolo 343, secondo comma, del codice penale;
d) violazione di sigilli aggravata a norma dell'articolo 349, secondo comma, del codice penale;
e) rissa aggravata a norma dell'articolo 588, secondo comma, del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime; e-bis) lesioni personali stradali, anche se aggravate, a norma dell'articolo 590 bis del codice penale;
f) furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale;
g) ricettazione prevista dall'articolo 648 del codice penale.

Cos’è l’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia?

Gli Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) sono uffici periferici del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, regolamentati dal Ministero della Giustizia. Questi uffici si occupano di “trattamento socio-educativo” delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, svolgendo il compito di favorire il reinserimento sociale delle persone che hanno subito una condanna definitiva. Inoltre svolgono determinate funzioni assegnate loro dalla legge n. 354/1975 (cosiddetto Ordinamento penitenziario)

Come posso individuare l’Ufficio dell’UEPE competente per il mio territorio?

Consultando il sito del Ministero della Giustizia cliccando su UFFICI UEPE

Qual è il criterio di assegnazione delle ore per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità?

Non vi è un criterio univoco, in quanto tale decisione spetta al giudice sulla base di proprie valutazioni, tuttavia alcuni tribunali italiani hanno elaborato dei protocolli interni, linee guida o vademecum, d’intesa con l’UEPE, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia, l’Ordine degli Avvocati, le Camere Penali e le Corti di Appello. Attualmente i tribunali che hanno un proprio protocollo/linee guida sono: Tribunale di Aosta, Tribunale di Benevento, Tribunale di Bergamo, Tribunale di Bologna, Tribunale di Bolzano, Tribunale di Busto Arsizio, Tribunale di Cagliari, Tribunale di Caltanissetta, Tribunale di Cassino, Tribunale di Cosenza, Tribunale di Fermo, Tribunale di Firenze, Tribunale di Foggia, Tribunale di Gela, Tribunale di Imperia, Tribunale di Grosseto, Tribunale di Imperia, Tribunale di Latina, Tribunale di Lecce, Tribunale di Lecco, Tribunale di Livorno, Tribunale di Lucca, Tribunale di Macerata, Tribunale di Messina, Tribunale di Modena, Tribunale di Napoli, Tribunale di Novara, Tribunale di Oristano, Tribunale di Padova, Tribunale di Palermo, Tribunale di Parma, Tribunale di Pavia, Tribunale di Pescara, Tribunale di Pisa, Tribunale di Pistoia, Tribunale di Pordenone, Tribunale di Ravenna, Tribunale di Reggio Emilia, Tribunale di Rieti, Tribunale di Roma, Tribunale di Sondrio, Tribunale di Termini Imerese, Tribunale di Varese, Tribunale di Venezia, Tribunale di Verona, Tribunale Militare di Verona, Tribunale di Vicenza Tribunali di Salerno e Valle della Lucania. Per scaricare i protocolli/linee guida in formato PDF, vai alla sezione CONVENZIONI TRIBUNALI.

Come posso individuare un’associazione o un ente dove svolgere i lavori di pubblica utilità?

L’elenco delle associazioni e degli enti convenzionati con i tribunali per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità è presente sul sito di questi ultimi. L’AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada è l’unica associazione in Italia di vittime della strada ad aver sottoscritto una convenzione con il Ministero della Giustizia valida per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità ai fini della messa alla prova.

Chi sono gli enti esponenziali?

Sono gli enti e gli organismi che rappresentano e tutelano gli interessi collettivi, ossia quelli che non fanno capo al singolo soggetto privato ma ad un ente giuridico rappresentativo degli interessi dei soggetti che in esso si riconoscono. Esempio, le Associazioni vittime della strada, rappresentano e tutelano tutti gli utenti della strada (Automobilisti, ciclisti, pedoni, motociclisti etc), nonché tutti coloro che sono vittime dirette o indirette a seguito di un sinistro stradale; le Associazioni dei consumatori rappresentano e tutelano gli interessi di tutti i cittadini/consumatori.

Il versamento di una somma di denaro ad un ente esponenziale è obbligatoria?

Seppur il versamento in favore di un ente non-profit (Ente del Terzo Settore) non sia obbligatorio, è certamente un atto importante da inserire già nella richiesta di messa alla prova. Infatti, molti giudici condizionano l’accoglimento della stessa al versamento di una somma di denaro in favore di un ente esponenziale (Ente del Terzo Settore), anzi, spesso, loro stessi, indicano nel provvedimento di ammissione l’importo e il destinatario di tale forma di giustizia riparativa.

Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada gestito dalla Consap S.p.A. può essere destinatario di un versamento come ente esponenziale?

NO. Possono essere destinatari dei versamenti nell’ambito della messa alla prova solo ed esclusivamente enti esponenziali senza scopo di lucro (Enti del Terzo Settore). Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è gestito dalla Consap S.p.A., ossia una società per azioni e non un ente senza scopo di lucro. Pertanto non può essere beneficiario di versamenti.

Il Fondo Vittime delle Strada istituito dalla AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada può essere destinatario di un versamento come ente esponenziale?

SI’. Il Fondo Vittime delle Strada è gestito dall’AFVS – Associazione Familiari e Vittime della Strada iscritta all’anagrafe nazionale delle Onlus al numero prot. 7937/2010, pertanto è un ente esponenziale facente parte del Terzo Settore (non-profit)

Info - Line

Per  informazioni contattare il numero 02-823.967.22 dal Lunedì al Venerdì 9:00/13:00 - 14:00/18:00 Mail: info@fondovs.it

Altri modi per donare

Con bonifico bancario
Intestato a Fondo Vittime della Strada
BancoPosta
IBAN: IT91R0760101600000097175442

Con bollettino postale
Intestato a Fondo Vittime della Strada
Conto corrente postale n° 97175442

Il Fondo Vittime della Strada è gestito dalla AFVS - Associazione Familiari e Vittime della Strada - ONLUS, Sede Legale: Viale Abruzzi 13/A – 20131 Milano – Codice Fiscale n. 97425270150 – P.IVA 07712560965 - Fondo Vittime della Strada è un marchio registrato.